Durante il match Italia Egitto Ringhio Gattuso perde i pantaloncini e rimane in mutande. Ecco il video.
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Nella foto Alexander Rybak, vinciotre di eurovision, con il suo pacco.
Si chiama Alexander Rybak ed ha vinto l’ultima edizione di Eurovision, l’equivalente pan-europeo del nostro festival di Sanremo.
Alexander non solo ha vinto, ma ha stracciato i suoi concorrenti totalizzando ben 387 punti. Quale sarà stato il suo segreto del successo?





Si chiama Austin Drage ed è il vincitore di Xfactor versione Uk. Le foto in questione sono per il giornale gay attitude. Ma lui è eterissimo.
fonte: gay.tv

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Si sa che gli israeliani sono molto avanti dal punto vista gayo, esercito compreso. Ma con il rifacimento di “Wath Wath (in the butt)” vincono il premio GAY OF THE YEAR! Bravi!
L’origininale
La versione dei soldati israeliani
P.s. Il titolo si potrebbe tradurre in “Cosa Cosa? Dentro il culo?”

SESSO E RELIGIONE
Da cosa si riconosce un gay? Mi riferisco ai casi meno evidenti – quando ci si trova davanti la risposta maschile a Moira Orferi è inutile porsi delle domande – da cosa si differenzia un ragazzo gay da uno etero?
Dagli occhi? Dalle mani? Dalle sopracciglia?
No. Dal borsello.
Questo è un oggetto tremendo. Lo avete presente? E’ un ibrido, un mostro tra una borsa di Gucci e una 24 ore di pelle finta di Carpisa.
Il borsello è un mostro che divora quel briciolo di mascolinità che è rimasta nei gay.
Lo si compra sempre quasi per caso, con la banale scusa di “Non so più dove mettere le cose, ho due telefoni, due paia di occhiali, due pacchi di preservativi…”
Così con la scusa della praticità il borsello si insinua nella vostra vita.
All’inizio sta là, normale, ma in realtà a vostra insaputa inizia il contagio. Di cosa? Di checcagine.
All’inizio non si sa mai come portarlo, così si inizia con la posa più virile possibile: a tracolla ma con la borsa alle spalle.
Solo le lesbiche portano così la borsa, e questo vi dà la certezza di essere ancora virili.
Ma il borsello ogni volta che è a contatto con il vostro corpo emana sempre un po’ più di checcagine, così dopo un po’ che lo indossate inizia a darvi fastidio la borsa dietro il sedere, e la tracolla da posteriore, si trasforma in una tracolla laterale.
Iniziate a porvi qualche dubbio sulla vostra mascolinità: “le lesbiche portano così la borsa?” No! Così la portano molte donne di una certa età. Ma poi riflette ancora un po’ e vi dite “ in effetti anche il postino la porta così la borsa, il postino è un vero maschio, quindi posso ancora indossarla senza che nessuno si accorga di me”.
Ma passano i giorni e anche la tracolla laterale comincia a darvi fastidio. Iniziate a dire che il peso è sbilanciato, avete paura di sembrare il gobbo di Notre Dame, e così la virile tracolla trasversale si trasforma in un appoggiare semplicemente il borsello sulla spalla destra. E’ la fine.
Il borsello prende magicamente le sembianze della borsa di vostra madre. Ma il problema è che anche il vostro braccio si atteggia come il braccio di vostra madre. E anche voi iniziate ad assomigliare tremendamente a vostra madre.
Quando siete di fretta afferrate la cinghia del borsello e virilissimamente correte per la città…
Quando siete rilassati la mano si ferma e scende naturale appoggiata sul borsello. Ma in questo caso il problema non è questa mano, è l’altra!
La parte di corpo senza borsello è indispettita, quasi in crisi di astinenza, così il braccio si piega, il polso si spezza ed il risultato è esattamente questo.
Se qualcuno osa dare per scontato la vostra omosessualità, sorpresi (e stringendo la borsa come una donna) dite: “Ma come hai fatto a capire che sono gay?”
Ma ormai non vi frega più niente della virilità, delle lesbiche, del postino, di vostra madre, ormai è un rapporto morboso tra voi e il vostro borsello.
Si perché oltre a contagiare la checcagine, il borsello crea anche dipendenza.
Non potrete più andare da nessuna parte senza di lui. Se siete in un locale e qualcuno vi invita ad andare a fumare una sigaretta, lasciate lì il giubbotto, l’ombrello, tutto, ma il borsello no, il borsello esce con voi a fumare.
Al mare, poi, si possono osservare i casi più disperati: costume da bagno modello slip, occhiali da sole, ciabatte e borsello. Inutile parlare del risultato dell’abbronzatura.
I casi sono due: o guarite e date ai poveri il vostro borsello – facendo diventare checca qualche zingaro – o entrate nella fase “Pride to be” ovvero via la cinghia e voilà (borsa sotto l’ascellta): “Tesoro, l’alta moda è a Milano!”